Archivi Mensili: ottobre 2012

A metà strada…

Sono a metà strada, la mia tesi comincia a prendere forma. Da domani finalmente non dovrò più recarmi ogni giorno in ditta a fare ricerche inutili per la mia tesi, ma potrò rimanere a casa a scrivere… che pacchia! Niente più sveglie all’alba, niente più condivisione dell’ufficio con due segretarie casiniste… silenzio dell’eula studio e la mia tesi che giunge alla conclusione.

Finalmente!

Lode agli scarponi…

Vi avevo comprato setti lunghi anni fa. Ero appena arrivata in Germania, ancora ragazzina inesperta del mondo, e mi preparavo ad affrontare il rigido inverno tedesco. Proveniendo da una cittadina del nord Italia, ero preparata alle rigide temperature invernali ma non avrei mai pensato di dover fare i conti con una spessa crosta ghiacciata che minacciava la mia incolumità ogni volta che mi accingevo ad uscire di casa.

Da qui la grande decisione di andare a comprarVi. Troppo tirchia per sperperare i soldi in vestiti e calzature, Voi, i miei amati scarponi, siete stati il mio primo acquisto in totale autonomia. Mi ricordo ancora come Vi ho guardati, soppesati, provati e riprovati, confrontati con i Vostri fratelli del 37, e alla fine Vi ho portato a casa. I 150 Euro meglio spesi della mia vita in Germania.

Con Voi, pelle, gialli, taglia 38, mi sentivo come una bimba che, fiera delle sue scarpette Chicco, affronta il mondo con fare sicuro alla ricerca di nuove avventure. Il Vostro color giallo é stato messo a dura prova dai periori di tirocinio sul cantiere, la Vostra pelle liscia dalle scivolate sullo slittino, la Vostra suola dai centinaia di chilometri macinati fra università e lavoro.

Tutti gli anni, alla prima neve, eravati lì ad aspettarmi.

Quest’anno la tragedia. Piove, ma con voi ai piedi mi sento sicura. Senonchè all’improvviso il piede sinistro si trova completamente fradicio. Dopo un rapido controllo scopro che la suola ha ceduto al tempo e all’usura, parecchi buchi mi guardavano beffardi. Ho tentato un intervento d’urgenza, sigillando con un po’ di silicone il danno, ma, come un vecchio cuore malato dopo un intervento complicato, avete ceduto di nuovo.

E allora ho capito!

Oggi ho optato per voi per una veloce eutanasia, Vi ho buttavo via, non senza il rimpianto di aver perso due compagni fedeli. Siete stati i testimoni dei miei vent’anni e del mio scoprire il mondo. Nessun altro scarpone sarà mai come Voi.

Ecco, l’ho fatto! ho scritto una Lode ai miei scarponi.

Pensieri e colori d’autunno

Questo Blog partecipa alla staffetta di Blog in blog: ogni mese ciascun blog scrive un argomento scelto dalla maggioranza dei partecipanti. L’argomento di questo di questo mese è “Creare, arredare, decorare e viaggiare con i tessuti”.

Amo l’autunno. Sono figlia dell’autunno, sono nata a fine Ottobre di ormai trent’anni fa. L’arrivo dell’autunno è per me sempre una rinascita, il ritorno a scuola, la fine della calda estate. Dopo l’ubriacatura del verde estivo arriva lui con un’esplosione di colori. Bussa alla porta piano, ma quando entra è una forza che travolge tutto. All’improvviso i marciapiedi vengono ingentiliti da un tappeto di foglie e gli alberi decorano le proprie fronde con foglie di mille colori. Potrei definire l’autunno sfizioso e travolgente… proprio come me.

L’aria diventa sempre più fredda, alle sue porte si preannuncia l’inverno. La nebbia si abbassa piano e nasconde tutti i colori. È bellissimo la mattina uscire nella nebbia, percepire il freddo che entra nelle ossa, i rumori attutiti e la sensazione estrema di solitudine. È un ritorno alle origini, vedere il mondo sotto un’altra prospettiva, sentirsi su un altro pianeta.

Amo i suoi sapori e i suoi odori, lo scoppiettare della legna nel camino, l’odore del legno e quello delle caldarroste. Aspetto sempre con ansia l’autunno, per potermi godere le sue atmosfere seduta al calduccio davanti ad una tazza di cioccolata. È un ritorno alla mia Bergamo.

Premio Speciale Giuria – Dimitri Salvi – Bergamo Alta Sospesa Nella Nebbia

Di seguito l’elenco dei blog partecipanti alla staffetta:

Sono povera?

È un po’ che me lo chiedo. Tutti i mesi, quando consegno il conto delle ore mi prende un’ansia che oserei definire esistenziale. Ho paura di non farcela, ho paura di non arrivare a fine mese, ho paura di non poter continuare a sostenere lo stile di vita che ho. E non è che io spenda tanto… ormai non esco più la sera, non mi concedo grossi vizi, viaggio sempre in economia. Mi sono resa conto che ormai preferisco un piatto di lenticchie ad una bistecca, oltre che per una questione etica, anche per una questione economica.

Non sono povera, lo so… ho il mio lavoretto ben pagato e anche un gruzzoletto in banca. Purtoppo il lavoro è a chiamata, ad ore, quindi alle volte mi trovo costretta a lavorare meno velocemente per poter scrivere quell’ora in più… ma non mi piace, non È giusto.

Il fututo mi fa paura, devo trovare lavoro, sistemarmi e badare al 100% a me stessa.

È una paura assurda a trent’anni, ma non posso/voglio dovermi fare aiutare!

Nicholas Green

Foto dal web

Nicholas Green era un bambino americano. Nicholas era un bambino intelligente, avrebbe probabilmente frequentato un’università prestigiosa e avrebbe fatto carriera.

Nicholas avrebbe compiuto venticinque anni a settembre, ma Nicholas è stato ucciso diciotto anni fa durante una vacanza in Italia.

Ogni tanto ci penso ancora, a quel viso di bimbo inespressivo su quel letto d’ospedale, ai tubi che lo tengono in vita, ai genitori in aereoporto che aspettano di ripartire insieme alla salma. Ricordo il dolore composto, la forza con cui hanno voluto donare gli organi di Nicholas nonostante l’Italia glielo avesse  portato via.

Mi ricordo di quella mattina, quando mia madre con voce rabbiosa mi comunicò che non ce l’aveva fatta. Forza Nicholas, siamo tutti con te.

La tua morte sembra scritta in un disegno divino, così piccolo, ragazzino anzi bimbo indifeso, ma ancora molti si ricordano di te…

non abbiamo potuto proteggerti, scusaci…

ma insieme ai tuoi genitori ci hai dato tanto.

Piccoli Vichinghi

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