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A metà strada…

Sono a metà strada, la mia tesi comincia a prendere forma. Da domani finalmente non dovrò più recarmi ogni giorno in ditta a fare ricerche inutili per la mia tesi, ma potrò rimanere a casa a scrivere… che pacchia! Niente più sveglie all’alba, niente più condivisione dell’ufficio con due segretarie casiniste… silenzio dell’eula studio e la mia tesi che giunge alla conclusione.

Finalmente!

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Sono povera?

È un po’ che me lo chiedo. Tutti i mesi, quando consegno il conto delle ore mi prende un’ansia che oserei definire esistenziale. Ho paura di non farcela, ho paura di non arrivare a fine mese, ho paura di non poter continuare a sostenere lo stile di vita che ho. E non è che io spenda tanto… ormai non esco più la sera, non mi concedo grossi vizi, viaggio sempre in economia. Mi sono resa conto che ormai preferisco un piatto di lenticchie ad una bistecca, oltre che per una questione etica, anche per una questione economica.

Non sono povera, lo so… ho il mio lavoretto ben pagato e anche un gruzzoletto in banca. Purtoppo il lavoro è a chiamata, ad ore, quindi alle volte mi trovo costretta a lavorare meno velocemente per poter scrivere quell’ora in più… ma non mi piace, non È giusto.

Il fututo mi fa paura, devo trovare lavoro, sistemarmi e badare al 100% a me stessa.

È una paura assurda a trent’anni, ma non posso/voglio dovermi fare aiutare!

Lavoro e malinconia

Da questa settimana sono ufficialmente una lavotrice a tempo pieno, 3 giorni alla settimana lavoro a gratis presso una ditta per scrivere la tesi di laurea e i rimanenti 2 giorni sono al mio solito posto di lavoro per mantenermi. Già mercoledì sera cominciavo a dare segni di cedimento, ma sarà tutta così la mia vita? Sveglia, lavoro, cena, nanna, sveglia, lavoro, cena, nanna? Ditemi di no, per favore!

Il progetto della tesi è molto interessante, utilizzo dell’acqua piovana all’interno delle abitazioni. Praticamente sfruttando una cisterna interrata si può raccogliere l’acqua piovana per poi utilizzarla in giardino, nella toilette e nella lavatrice. Tutto ciò ha scopi ambientali e anche economici; è incredibile quanta acqua potabile venga sprecata e soprattutto quanto si potrebbe risparmiare sostituendola con acqua piovana. L’idea non è certamente nuova, ms il fatto di volerlo rendere un prodotto economico alla portata di (quasi) tutti è sicuramente lodevole.

Chìssà se un progetto del genere è applicabile anche in Italia? Sarebbe bellissimo farsi un po’ le ossa qui e poi continuare in Italia, magari mi assumono e decidono di ampliare il mercato anche all’Italia… e magari poi divento responsabile della sede italiana! Ok, la smetto di sognare… intanto faccio un po’ di esperienza, poi si vedrà.

La vita privata invece va un po’ così… un po’ và e un po’ non và… forse è una fortuna che in questo momento abbia così poco tempo per me, almeno non ho tempo di pensare!

 Invidio le persone positive, appeno mi fermo un attimo mi assale la malinconia. Ma quando sarò veramente felice?

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