Lavoro e malinconia

Da questa settimana sono ufficialmente una lavotrice a tempo pieno, 3 giorni alla settimana lavoro a gratis presso una ditta per scrivere la tesi di laurea e i rimanenti 2 giorni sono al mio solito posto di lavoro per mantenermi. Già mercoledì sera cominciavo a dare segni di cedimento, ma sarà tutta così la mia vita? Sveglia, lavoro, cena, nanna, sveglia, lavoro, cena, nanna? Ditemi di no, per favore!

Il progetto della tesi è molto interessante, utilizzo dell’acqua piovana all’interno delle abitazioni. Praticamente sfruttando una cisterna interrata si può raccogliere l’acqua piovana per poi utilizzarla in giardino, nella toilette e nella lavatrice. Tutto ciò ha scopi ambientali e anche economici; è incredibile quanta acqua potabile venga sprecata e soprattutto quanto si potrebbe risparmiare sostituendola con acqua piovana. L’idea non è certamente nuova, ms il fatto di volerlo rendere un prodotto economico alla portata di (quasi) tutti è sicuramente lodevole.

Chìssà se un progetto del genere è applicabile anche in Italia? Sarebbe bellissimo farsi un po’ le ossa qui e poi continuare in Italia, magari mi assumono e decidono di ampliare il mercato anche all’Italia… e magari poi divento responsabile della sede italiana! Ok, la smetto di sognare… intanto faccio un po’ di esperienza, poi si vedrà.

La vita privata invece va un po’ così… un po’ và e un po’ non và… forse è una fortuna che in questo momento abbia così poco tempo per me, almeno non ho tempo di pensare!

 Invidio le persone positive, appeno mi fermo un attimo mi assale la malinconia. Ma quando sarò veramente felice?

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Ci siamo…

Non c’è niente più di quel numero sul tabellone dei voti in grado di cambiarti l’umore… è incredibile come da quel numerino dall’ 1 al 5 (dal 30 all’insufficienza in Italia) dipenda la sorte universitaria e lavorativa. Le ultime liste mi hanno assegnato un 3,3 e un 2,3 (20 e 25)… inaspettati, ma tanto tanto sudati. Sono i miei ultimi due esami… dovrei gioire, eppure mi rimane l’amaro in bocca per quegli esercizi non elaborati, per quella perfezione non raggiunta… non che sia mai stata un genio, ma sono fatta così.

Ho consegnato tutti i progetti, ho controllato le firme, ho contato i crediti… e ne mancano solo 15… i 15 della tesi.

Se tutto va bene fra 3 mesi avrò la mia agognata laurea triennale fra le mani…
… e ancora non ci credo che siamo alla fine.

Noia…

Niente per l’uomo è insopportabile come l’essere in pieno riposo, senza passioni, senza affari da sbrigare, senza svaghi, senza un’occupazione.
Egli avverte allora la sua nullità, il suo abbandono, la sua insufficienza, la sua dipendenza, la sua impotenza, il suo vuoto.
Subito si leveranno dal fondo della sua anima la noia, la malinconia, la tristezza, l’afflizione, il dispetto, la disperazione.
(Blaise Pascal)

Gita al Lousberg

Può accadere che una giornata partita senza grandi pretese diventi un’occasione per scoprire nuovi angoli della città.

Dopo un’abbondante colazione seguita da qualche oretta di studio, sono partita con un paio di coinquilini alla volta del Lousberg. A dispetto del nome il Lousberg non è una montagna, ma una semplice collinetta alle spalle di Aquisgrana, tra l’altro è anche il panorama che si vede dalla mia finestra.

L’intenzione era di andare a bere un caffè alla Drehturm, vecchio acquedotto (credo) riconvertito a bar e ristorante che ha la particolarità di compiere un giro completo su se stesso ogni 40 minuti. Un bel modo per bersi comodamente un caffè e per ammirare il paesaggio. Purtroppo non sapevamo che l’ultimo piano della torre, quello che gira, è aperto solo il fine settimana… quindi nisba, niente caffè e paesaggio.

Per consolarci ci siamo avviati verso il bosco. È incredibile come a solo dieci minuti dal centro città ci si possa ritrovare nel bel mezzo di un bosco in cui godere di pace e tranquillità. C’è anche un angolino davvero interessante! Di fronte ad uno splendido panorama sulla campagna si trovano sei amache aperte al pubblico. Spettacolare! Pace, tranquillità e la comodità di poter dormicchiare al sole.
Come al solito sono tornata a casa color aragosta… è assurdo, ci siamo scottati in due! Il mio coinquilino mezzo olandese, biondissimo e pallidissimo, e l’unica sudeuropea del gruppo…io!

Che relax…dovrei prendermi più spesso una giornata per una gita fuori porta!

 

Oggi è il 1° Agosto!

Bomboniere

Mia madre è partita in quarta! Neanche mezzo accenno alla possibità di sposarsi, e lei ha inforcato uncinetto e filo e si è gettata nella preparazione delle bomboniere…ah, per la cronaca, non sono io che mi sposo! La potenziale sposa è mia sorella e, considerando che né lei né il presunto consorte hanno un lavoro, le nozze non sono certo prossime. Però considerando la media di una bomboniera a settimana che mia madre si é prefissata, e considerando che ogni anno ha 52 settimane… arriviamo almeno ad un centinaio di bomboniere! Forse nessuno ha riflettuto sul fatto che a Natale e Pasqua siamo in 11 parenti compresi i bambini?!? 10 bomboniere a testa per 5 confetti ognuna fa un mal di pancia epico!

Ma poi qualcuno mi può spiegare il significato delle bomboniere? Se non le fai anche alla vecchia prozia di quarto grado che non ti vede da quindici anni metà parentato si offende e ti toglie il saluto… ma perchè?!? Tutti li ad aspettarle come se fossero una strenna e poi nessuno sa mai cosa farne. Perchè, parliamoci chiaro, le bomboniere sono spesso e volentieri un concentrato di cattivo gusto.

Se si è ancora fortunati invece della bomboniera arriva un sacchettino contenente i confetti… disperazione di zie e nonne impegnate nell’ardua impresa di togliere i confetti senza aprire il sacchetto.

immagine dal web

Seguono gli oggettini in (simil) argento destinati a diventare dei raccoglitori di polvere per la gioia di tutte le massaie… regalate un oggetto del genere e vi farete odiare da tutte le donne della famiglia. Nel migliore dei casi finirà in un cassetto per essere tirato fuori in fretta e furia al vostro arrivo, nel peggiore sarete vittime di invettive ad ogni passata di straccio.

Ma la bomboniera peggiore rimane la bomboniera “utile”!

immagine dal web

Tazzine da caffè, due, se in famiglia siete di più è un affare vostro, tappi da bottiglie in vetro di murano alti dieci centimetri, inadatti a qualsiasi frigorifero, cucchiaino d’argento, uno… per fare a turno…

Ci sono tanti modi per buttare via i soldi, ma le bomboniere sono sicuramente uno dei più insensati! Se ti sposi e dopo aver pagato casa, ristorante, chiesa, prete, chierichetti, parrucchiere, truccatrice, abito di lei e di lui hai ancora soldi da buttare via, fatti un bel viaggio, apri un conto corrente per la futura prole, tienili per i tempi difficili… arriveranno credimi! Oppure se vuoi fare qualcosa di utile dalli in beneficenza, nel tuo giorno di festa fai gioire anche chi è in difficoltà. Ci sono tante associazioni ormai che si occupano di fornire bomboniere più che dignitose e di evolverne il ricavato in beneficenza.

Credimi, non te lo diranno, si mostreranno contrariati, ma nessuno sarà deluso dal non ricevere l’ennesimo oggetto raccogli-polvere… e forse i più sensibili apprezzeranno anche il tuo gesto.

Sono un’adulta

immagine dal web

Sono a casa. Sono a casa da una settimana e non ho ancora combinato niente. Fra pochi giorni torno in Germania e quello che mi rimane di queste “ferie” è solo l’enorme senso di spossatezza che mi ha preso dopo gli esami. Purtroppo mi trovo ancora in una sorta di limbo, non so come sono andati gli esami (quattro settimane per la correzione!) quindi non so come proseguirà ad Agosto, se dovrò ancora studiare, o se potrò iniziare la tesi. Addirittura la futura suocera di mia sorella fa pressione perchè finisca alla svelta! Che stress!

In questi giorni ho capito, che se voglio tornare in Italia, devo avere la certezza di poter trovare lavoro o comunque di potermi impegnare in qualche maniera. Stare a casa senza far nulla mi uccide. Poi c’è l’incognita moroso, tante volte lo sento freddo, lontano. Credo che non riesca a capire, perchè gli esami e l’università mi mandino così in panico. Io con lui immagino un futuro, ma per poter mettere su famiglia mi servono la laurea e un lavoro. Spero di non essere troppo vecchia per avere figli. Non voglio diventare una mamma-nonna, non la ritengo una condizione ottimale nè per la mamma nè per i figli.

Guardando la mia bacheca Facebook mi ero già resa conto di come la mia generazione stesse crescendo, fino a tre anni fa c’erano solo foto di feste, poi sono arrivati i matrimoni, poi i primi bambini e adesso addirittura i secondi figli. E io resto qui. Non volevo una vita piatta nella realtà provinciale in cui sono cresciuta, l’Italia mi stava stretta, ma ora mi rendo conto che avrei dovuto rinunciare a molto ed accontentarmi di quello che avevo. Forse però se non avessi fatto tutte le mie esperienze, adesso sarei una persona insoddisfatta e chiusa nella propria piccola realtà.

Ieri per liberarmi di un venditore ambulante ho dovuto fargli credere che dovevo correre a casa dai miei figli, e in quel ruolo mi sono  sentita bene. So cosa voglio fare in futuro, so essere testarda, conosco bene il tedesco, avrò un pezzo di carta in tasca e devo tornare in Italia. Forse non farò carriera, ma devo avere uno stipendio per mettere su famiglia. E’ quello che adesso, da adulta, sogno veramente.

Capello bianco

Ok, parliamoci chiaro… guardami negli occhi mentre parlo!

Ho quasi trent’anni, ripeto… solo quasi trent’anni… sono in piena crisi per l’arrivo degli “enta”, ho l’orologio biologico che ticchetta che se l’uomo fosse daccordo farei un figlio subito, fra 3 giorni do un’esame difficilissimo e se non lo passo passerò l’ennesima estate a studiare…. e TU con un tempismo da vero bastardo mi compari oggi?!?!?

Ti odio primo capello bianco!

Tapas

Mi capita spesso di riflettere sulla fortuna/ sfortuna di vivere in studentato. Da una parte si è annullata ogni mia speranza di avere una vita privata, dall’altra ho la fortuna di tornare a casa e trovare sempre qualcuno con cui dividere gioie e dolori della giornata.

Ieri sera abbiamo organizzato una cena a base di tapas… che bontà… mamma mia che bontà. Anche se credo che la parte più divertente sia stata la preparazione di codeste prelibatezze. 25 persone in cucina che si dividono gli 8 fuochi a disposizione! Non succede mica tutti i giorni che tutti si cucini in contemporanea! Per fortuna, forte delle esperienza passate, mi sono buttata su un piatto facile e veloce da preparare e che soprattutto non necessita di fornelli! Insalata di rucola, pompelmo, pomodori sott’olio e formaggio fresco. L’idea dell’insalata è nata perchè non ho troppo tempo a disposizione (gli esami…argh!) e soprattutto perchè avevo nel frigorifero dei pompelmi che non sapevo proprio come utilizzare. Non avrei mai creduto, ma da un esperimento è nata una bontà… ho come la sensazione che diventerà il piatto forte di tutti i prossimi inviti a cena! Ragazzi, preparatevi!

Caos da studio

Eccomi qui, alle prese con gli ultimi due esami per la laurea triennale. Voglia di studiare poca e possibilità di passarli ancora meno.

Dai, forza e coraggio che la vita mi aspetta.

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