Creare con i tessuti – ricordi d’infanzia

Questo Blog partecipa alla staffetta di Blog in blog: ogni mese ciascun blog scrive un argomento scelto dalla maggioranza dei partecipanti. L’argomento di questo di questo mese è “Creare, arredare, decorare e viaggiare con i tessuti”.

E con questo post inauguro la mia partecipazione alla staffeta “Di Blog in blog”.

Purtroppo non sono una sarta esperta, il mio rapporto con stoffe, cucito e ricamo si limita a quei due bottoni all’anno che, per forza di cose, devo attaccare. Da anni mi riprometto di iscrivermi ad un corso di cucito, ma non ne ho ancora avuto la possibilità. Per me sarebbe molto importante, non voglio diventare una mamma che non sa cucire gli abitini per i figli, i costumi di carnevale, le coperte e i vestitini nuovi delle bambole. Mi piacerebbe che i miei bambini ricordassero della loro infanzia anche ciò che la loro mamma è riuscita a creare appositamente per loro.

Le stoffe, specialmente quelle bianche, hanno ricoperto un ruolo importante durante la mia infanzia. Ricordo ancora gli immensi sacchi bianchi di tulle, pizzo, taffeta che mia mamma portava a casa. Stoffe bianche che sarebbero poi diventati abiti da sposa. Nelle sua abili mani la stoffa prendeva vita e su quei corpetti bianchi fiorivano fiori di brillantini, paillette e perle. Erano ancora gli anni ottanta e ricami e decori dovevano essere grandiosi ed esagerati.

Mi ricordo ancora che si partiva in macchina, piccola, una vecchissima fiesta, con questo sacco enorme che sbucava dal baule, si arrivava in ditta e si consegnavano gli abiti ricamati. In un angolo era sempre pronto il sacco degli abiti da ricamare e spesso anche materiali di scarto che mamma poteva portare a casa. Metri e metri di stoffe che trovavano nuova vita nelle mani di mia nonna. Le mie bambole avevano sempre i vestiti più belli, piccole principesse vestite con le stoffe dei grandi. Avevano il corpetto bianco, a volte con un decoro di pizzo, le gonne larghe e lunghe di pizzo e le maniche di tulle. Poi con le perle mi divertivo a creare gioielli.

Ancora oggi riguardando quelle bambole penso alla mia infanzia e a questi anni tanto spensierati. Penso a mia nonna, che nonostante l’età continua a cucire e a dare nuova vita a scampoli di stoffa, e alle coperte e presine che da bambina ho cucito con il suo aiuto.

Purtroppo non ho foto di quei capolavori, tutto è rimasto a casa dei miei, pronto ad accogliermi tutte le volte che torno a casa.

Ecco, spero di essere riuscita a regalarvi uno scorcio della mia infanzia…

Di seguito l’elenco dei blog partecipanti alla staffetta:

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10 Risposte

  1. I tuoi ricordi sono anche un po’ miei, pure mia nonna era sarta 🙂

    1. Ciao Cristina, mia nonna non era sarta… ma essendo la sua famiglia d’origine povera, si faceva di necessità virtù. Ciò non toglie che sia tutt’oggi molto brava!

  2. Anche senza foto, il tuo post tocca il cuore. Sarà che ho un debole per le nonne?

  3. un bel viaggio nel tempo questo tuo post. che bei ricordi!! ciao Paola

  4. che bello…
    mi hai fatto pensare alla mia infanzia….
    mia nonna mi ha fatto un sacco di vestitini per le bambole e mio nonno che con le mani faceva i miracoli, mi aveva fatto camera da letto e sala in legno per il mio bambolotto!!!!
    Ho ancora tutti i mobili….. ci hanno giocato le mie figlie!!!!
    Grazie
    mi hai fatto fare un viaggio anche nella mia infanzia1!!!!

    a presto

    MOni

    ^_^

  5. Un post tenerissimo…..complimenti!

  6. non servono foto, perchè le tue parole illustrano da sole e ognuna di noi ha da qualche parte il ricordo dolcissimo di ciò che le nonne sapevano fare con le proprie mani. Mio figlio ha 6 anni, quindi diciamo che ho almeno una ventina d’anni davanti a me per imparare a infilare il filo nella cruna dell’ago … Per lui mi sa che non ce la farò mai!!!

  7. Che bei ricordi! Mi auguro sempre che i bambini di adesso possano averne di simili quando saranno grandi.. perchè sono davvero preziosi!

  8. Non ci sono foto ma il tuo tenero e piacevole racconto le sostituisce benissimo!

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